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Updated FreeDesktop.org page to reflect latest 2011 SpatialBundle status


SpatialBundle specification at the moments is fully compatible with ROX Filer AppDir proxy detector and provide gvfs and Nautilus compatibility for beautifications
with ioProgram I mean a generic name for the main folder container, it's up to the packager to rename
ioProgram folder name should be build with following this structure:
$PROGRAM_NAME$VERSION"-"$DISTRO this is required by the CrossBundle AppRun proxy file at runtime

"/SpatialBundle 0.9.43.2 Skeleton on 2011"


  • ioProgram
    • Contents
      • Cover
        • Default
          • gtk-2.0
            • gtksrc
      • Library
      • Resources
        • Library
        • Binary
        • ABOUT.png
        • APPLICATIONS.png
        • BLUETOOTH.png
        • DESKTOP.png
        • EMAIL.png
        • FOLDER.png
        • Icon.png
        • RESET.png
        • SEND.png
        • $applicationname.png
    • Linux-ia32
      • bin
      • lib
      • share
      • ...
    • Linux-ia64
      • bin
      • lib
      • share
      • ...
    • Linux-ppc
      • bin
      • lib
      • share
      • ...
    • Linux-amd64
      • bin
      • lib
      • share
      • ...
    • NetBSD-ppc64
      • bin
      • lib
      • share
      • ...
    • OSX-ppc
      • bin
      • lib
      • share
      • ...
    • Windows-lpia
      • bin
      • lib
      • share
      • ...
    • Haiku-amd64
      • bin
      • lib
      • share
      • ...
    • $PLATFORM_OS-$ARCHITECTURE
      • $PREFIX
  • AppInfo.xml  -- ROX compatibility
  • AppRun.desktop -- ROX compatibility
  • Info
  • ioProgram -> AppRun
  • .CRCsum
  • .SHA512sum
  • .directory
  • .DirIcon -- ROX compatibility
  • .hidden
This container specification will be followed by a lot of interactions specifications that you can try just downloading one of the hundreds packages made by me just for testing on my daily testers. To let you point to latest fresh packages you can try at the moment (2011) here:
SpatialBundles are designed to be fully 100% cross platform in hardware and operative systems that are POSIX compliant (GNU/Linux, *BSD*, OSX, Android, Bada, MeeGo, Maemo, iOS,mostly when you find a POSIX shell and a minimal classical shell tooling like sed, awk and few more dependencies to be refined in future).
Features now include:
- It's Free, really like Public Domain...fully covered and protected by GNU/GPL...what else??
- One App -> One File
- No installation
- Click and Run like feedback
- No FUSE dependencies
- Depend only by POSIX shell and few posix low level system tool
- No image file to be mounted
- Zero Impact (involve not leaving footprints on the disk)
- Full Privacy (do not leave personal data on the disk)
- It's an active Object with it's own method and attributes
- Does not require hosted proxy software to be installed to run and works
- Provide direct manipulation feedback
- Embeds it's own icon like .exe windows file
- It's fully self hosted
- Provide methods to optimize running fully on RAM from the start (good for low resources device where accessing disk is critical)
- Provide dynamic FreeDesktop menu
- Can embeds everything it's not designed to only host applications but can act as a classical compression/archive container
- You can send it by mail or by blue-tooth because it's a file
- Provide basic strong security tool to avoid code injection against middle men
- Every single binary and library is parsed against SHA512sum
- Can be embedded into apt or rpm repository to be spread worldwide via strong and secure channels
- Provide Cover technology for GTK applications, the package maintainer can choose a default theme
- GTK applications can be themed by user via local settings
Q: Why I don't like FUSE based solutions?
A: because due to FUSE it's far to be POSIX compliant and does not grant me transparent and easy fully cross platform (do we have FUSE on OSX? or Bada? or Windows? as standard installation)
Q: Why not C/C++?
A: because needs a compiler hardware and os specific. The improving speed it's not well balanced with the great portability of a POSIX shell
  • so POSIX shell wins again
Q: What about Perl?
A: Good very good, it's the second choice but at the moment should be well investigated in term of standard installation availability in all the common platform out there.
At the moment SpatialBundle works with POSIX Shell but I cannot exclude in future to convert the code in Perl In my opinion Perl "rock on" and should be the natural choice, hope to do the big change in future...

[SpatialBundle building the FAQ ] 8 - Rendere eseguibile lo SB è cmq un passo in più, non c'è modo di avere un "repo" fidato?

Felipe Pollycoke ha posto la seguente domanda:

D: Rendere eseguibile lo SB (ndr SB=SpatialBundle) è cmq un passo in più, non c'è modo di avere un "repo" fidato?

R: La risposta è Si! Ma perchè praticamente con i bits si può fare tutto (informaticamente parlando)...diffida da chi dice no :)
Divido la domanda in due parti:

8a) "Rendere eseguibile lo SB è cmq un passo in più" ... è necessario?
Si e no.
Il concetto generale è meno clic fai meglio stai.
Quando scarico un file potenzialmente eseguibile è giusto che venga osservata un'azione responsabile ed il più cosciente possibile da parte dell'utilizzatore.L'azione di aggiungere l'eseguibilità potrebbe aiutare a riflettere.
Il problema principale è che i miei tester hanno sempre difficoltà a capire il concetto e sopratutto a trovare il modo di modificare l'attributo.Questo è un problema da risolvere.
Quando scarico un .exe su Windows posso tendenzialmente eseguirlo inpunemente, con uno SpatialBundle no.E' nativamente anti clic isterico.Le versioni di Vista che ho testato hanno introdotto una grande diga a proposito e paradossalmente è diventato quasi meno usabile di Linux, ovvero bisogna in qualche modo esplicitare l'esecuzione del file con una finestra grafica.Immagino Windows 7 ereditare questa features/bug/annoyance.
Ad esempio Nautilus quando intercetta uno script shell eseguibile opera un feedback simile fornendoti un menu più verboso dove puoi scegliere se aprire con un file testo o eseguire lo script.E' ancora una soluzione molto tecnica, però è uno sbarramento che può far riflettere (il problema è che il target di quel messaggio è una regione di popolazione informatizzata molto ristretta).
Complessivamente un file senza attributo eseguibile viene visto come un ramo secco e se questo è un file script testuale può essere anche risolto strambamente con un mime su un editor testi.
Per risolvere il problema ci vuole un supervisor fornito dal distro vendor, dal DE vendor o dal SpatialBundle vendor.
Il progetto GNOME fornisce un timido supervisor sui script eseguibili, ma non è sufficiente.
Una soluzione elegante potrebbe essere espressa da un fornitore fidato di software tramite un canale sicuro...
A titolo di esempio i "repo" di Debian e Ubuntu (esempio anche i PPA) sono fornitori fidati :)

8b) non c'è modo di avere un "repo" fidato?

Si.
Questo sarebbe il passo successivo dopo il rilascio dello SpatialBuilder 1.0
Ora a titolo sperimentale il "repo" fidato è il mio deposito su sourceforge (con i suoi limiti).
Bisognerebbe esplicitare tutti gli attributi che definiscono la parola "fidato" associato a "repository".
A tal proposito vi invito a commentare sotto e fornire elementi di discussione.
Quando immagino un deposito fidato mi vengono in mente delle persone responsabili che compilano dei sorgenti verificati.
Che impacchettano secondo delle lineee guida standard.Che espongono i pacchetti su un server sicuro.Che forniscono metodi di controllo dell'integrità dei dati.Che forniscono un canale trasmissivo sicuro.Che forniscono metodi e attributi per permettere all'utilizzatore di verificare l'autenticità della sorgente del catalogo...etc etc.
Potenzialmente un ambiente basato su apt può essere tutto questo e di più.
Immagino che quando si parla di fiducia bisogna considerare più gli aspetti scientifici verificabili che la fede basata su elementi emozionali.Anche se c'è sempre un limite a tutto ciò.
Massimizzando le tecniche verificabili rimane solo la parte legata alla fiducia (in fondo chi mi garantisce che il maintainer non introduce un piccolo spy nascosto in 30mila linee di codice?).
A titolo di esempio una parte di questo problema vuole essere risolto all'interno della comunità NetBSD dove esiste un team di revisione del codice che in qualche modo cerca di minimizzare questo potenziale latente.
Non a caso le mie prime compilazioni utilizzavano il repository dei sorgenti di NetBSD proprio perchè si possono ritenere sicuri a livello di sorgente (non al 100%).
Il problema del repo di NetBSD è che segue in parte la filosofia del live filesystem di gentoo quindi bisogna tribolare un pochino per isolare i pacchetti con le dipendenze risolte con lo stesso standard di sicurezza da loro offerto.E' un problema che loro conoscono bene e che pian piano stanno risolvendo.
E' molto probabile che nel futuro Debian dovrà in qualche modo ereditare molte delle tecnologie che verranno introdotte dall'ambiente Pkgsrc di NetBSD.

L'utilizzo di apt attualmente richiede root.Ho provato in vari modi a scardinare apt da root ma è nativamente e fisiologicamente progettato per funzionare da root (per certi versi questo volere è intrinsecamente hardcoded), tutti i miei tentativi hanno prodotto fork (concetto DEPRECATED per me).
Se dovessi immaginare un ambiente misto con un repo fidato di SpatialBundle basato su apt, cercherei di limitare al massimo l'intervento root a questi passi:
1) Uso da parte dell'utente di un catalogatore tipo synaptic o forse meglio qualcosa di simile a Gnome App Install (immagno anche un fantascientifico addon/plugin di songbird).
2) Scelta dello SpatialBundle
3) Clic + password di amministrazione (tipo sudo con Ubuntu)
A questo punto il deb dovrebbe semplicemente memorizzare lo SpatialBundle in un punto di ingresso esplicito comune a tutti tipo: /home/Applications
quindi cambiare l'owner del SB in Applications , aggiungere il bit eseguibile allo SpatialBundle e permettere a tutti nel gruppo Applications di eseguirlo.
Immagino quindi che nelle home di ogni utente venga prodotto un link simbolico alla folder /home/Applications
Qui finisce l'intervento di apt e di root.Che si è limitato a scaricare in modo "fidato" e presentare in modo consistente ed usabile lo SpatialBundle agli (ma alla fine al) utenti(e) del computer.
Consistente perchè gli SpatialBundle del catalogo "fidato" sono in /home/Applications (utente di comodo ristretto), perchè lo script di post install nel deb provvede in modo "fidato" ad aggiungere il bit eseguibile e verificare e/o costruire il link simbolico dalle cartelle utenti al deposito locale.Tutto questo mantenendosi largamente isolati dal filesystem root (no /usr no usr/bin etc etc) e rispettando sicuramente lo standard del UNIX FHS (nelle $HOME faccio quello che mi pare in fondo).In questo modo comunque si preserva l'intervento di root eseguendo lo SpatialBundle con i diritti di gruppo dell'utente Applications.Rimane consistente perche lo SpatialBundle in qualità di singolo file può essere clonato nel proprio spazio dei file (la $HOME o una chiavetta USB o un CDROM o via mail o altro).
Gobo Linux, ROX, OSX e altri hanno dimostrato che questa strada in qualche modo e con le dovute riserve è percorribile.
Una volta in qualche lista avevo proposto una soluzione al pari di itunes per il software Linux basandolo su apt, sono stato largamente ignorato e deprecato (in ubuntu brainstorm ampiamente votato contro).Poi son usciti fuori Gnome App Install ed in giro tutta la serie degli AppStore a partire dal famigerato telefono della mela morsicata.Oggi un App Store associato ad un software di presentazione è la cosa più naturale che ci si aspetta su un dispositivo...quando noi viviamo da sempre in questo ambiente controllato, verificato e fidato (tutti i repository Linux/BSD sono degli appstore a costo zero).
A mio avviso oggi più che mai un repo "fidato" di oggetti come gli SpatialBundle hanno un grande senso, mentre perde sempre più senso un catalogo come apt per le applicazioni desktop che sporca il filesystem root.

mini FAQ SpatialBundle

Di seguito ho condensato alcuni pensieri della serie: "fatti una domanda e datti una risposta" + opinione personale + domande esterne ricevute.
Questa pagina vuole essere una premessa ad un documento più completo che può essere sviluppato solo con le vostre domande
.

1) D: I file di configurazione/personalizzazione di ogni applicazione dove saranno installati?
R: Ogni applicazine decide per se dove installare le configurazioni.
Notoriamente il 99% delle applicazioni Desktop per Linux salvano le configurazioni in una cartella nascosta nella cartella dell'utente (i famosi file e cartelle puntate).
Uno SpatialBundle offre una locazione aggiuntiva posta in $HOME/.config/Infodomestic/Objects che lo sviluppatore può usare a suo piacimento.

2) D: Gli SpatialBundle si propongono come rimpiazzo agli attuali package manager?
R: NO! uno SpatialBundle è cosi indipendente da tutto che lavora in parallelo a qualsiasi sistema di gestione pacchetti, comprese le tecnologie Klik, CNR, 0Install, AutoPackage, PBI e/o Java WebStart
Uno SpatialBundle è progettato per lavorare trasparentemente su Linux, *BSD, Solaris, OSX e Windows
Il primo utilizzo pratico che ho potuto misurare è nella distribuzione delle KillerApp da Desktop tipo firefox, openoffice, sunbird, thunderbird, skype, picasa,acrobat, realplayer etc. etc.

3) D: Che differenza c'è con un file DMG di OSX?
R: L'unica non differenza è un feedback inziale con l'utente dove questo clicca e qualcosa succede.
Un pacchetto DMG è un file immagine compresso che dopo essere stato scaricato va aperto (come fosse uno zip) e poi prelevato il contenuto al suo interno per essere ulteriormente manipolato.
In poche parole un DMG è un contenitore passivo che contiene solo dati.
Uno SpatialBundle è un oggetto vero con funzionalità e caratteristiche attivabili (tecnicamente conosciuti come metodi ed attributi).
Dopo averlo scaricato su uno SpatialBundle ci si clicca sopra e si attende il feedback totale che genericamente si riduce all'esecuzione del programma in oggetto.
Un classica sequenza analoga con un DMG si riduce ai seguenti passi:
1) Cliccare su un link di una pagina web
2) Salvare nel desktop
3) Attendere il download
4) Cliccare sul file DMG salvato
5) Attendere l'autoapertura del file che si presenterà come un'unità disco (ho misurato disorientamento su degli utenti di test)
6) Trascinare l'icona caratteristica del software contenuta nell'unità disco virtuale in una cartella di comodo (notoriamente Applications)
7) Sganciare (smontare) e chiudere l'unità disco DMG virtuale (trascinando nel cestino l'unità o cliccando sull'apposita iconcina del Finder)
8) Aprire la cartella Applications
9) Cliccare sull'icona del programma ed attendere la sua esecuzione.

Ci sono casi dove viene automatizzata la fase che va dal clic sul web all'apertura automatica del disco virtuale DMG spòecialmente se si usa Safari invece che Firefox.

Una classica sequenza con uno SpatialBundle può ridursi ai seguenti passi:
1) cliccare sul link nel web
2) Attendere
3) Usare l'applicazione che si è avviata automaticamente.

L'alternativa più lunga è
1) Cliccare sul link nel web
2) Salvare il file nel desktop
3) Attendere il download
4) Abilitare l'eseguibilità del file (disabilitata per defaults per sicurezza)
5) Cliccare sul file ed attendere l'esecuzione del programma

Come si evince dall'elenco nella peggiore delle ipotesi le operazioni sono estremamente ridotte all'osso.

Dal punto di vista della sicurezza una AppDir in qualità di cartella può essere gravemente danneggiata o modificata.
Uno SpatialBundle con un autocheck interno sha512 non permette il code injection rendendolo praticamente invulnerabile a malware e virus per non parlare di middle man o manipolazioni di qualsiasi sorta.

4) D: Che differenza c'è tra una directory AppDir di OSX ed uno SpatialBundle?
R: Quando un utente clicca su uno Spatialbundle o su un AppDir di OSX riceve praticamente lo stesso feedback, ovvero in genere l'avvio dell'applicazione sottesa.
La vera differenza è nella manipolazione dell'oggetto dove nel primo caso è una cartella mascherata nel caso di uno SpatialBundle è un file vero manipolabile in modo trasparente da tutti i sistemi operativi destkop attualmente in circolazione.
Un esempio su tutti: se devo inviare il programma ad un amico per posta con uno SpatialBundle è sufficiente allegare il file e spedirlo, con un AppDir no in quanto è una cartella e quindi bisogna prima creare un archivio (tipo un file compresso zip) e poi allegare il file, il ricevente in quel caso deve svolgere l'operazione simmetricamente inversa, mentre con uno SpatialBundle deve limitarsi a cliccarci sopra ed eseguirlo.
Uno SpatialBundle è molto più pratico di un AppDir.
Un'AppDir non rappresenta necessariamente tutta l'istanza dell'oggetto di interesse in quanto potrebbe essere anche funzione di un'installazione e quindi una parte dei metodi e attributi potrebbero risiedere in altre parti del filesystem.
Uno SpatialBundle è sempre un oggetto autoconsistente ed integro, completamente individuabile ed isolato dal resto del sistema.Esso sfrutta la filosofia nativa e dirompente dello stile UNIX...tutto è un file.

5) D: In Mac OSX con il tasto destro su un AppDir posso esplorare il contenuto della cartella, come entro in uno SpatialBundle?
R: Uno SpatialBundle essendo pensato come un oggetto vivo, è costituito da metodì ed attributi che si possono interrogare.
E' sufficiente eseguire: NomeBundle --help per ricevere un elenco di ulteriori informazioni che comprendono ad esempio anche tags e labels associati al bundle nonchè la capacità di estrarre l'icona rappresentativa.
Se si vuole entrare nella gerarchia dei file che rappresentano l'applicazione integrata è sufficiente entrare in /tmp/Programs per accedere in modo trasparente e senza limiti di lettura alla cache di memoria (che viene eliminata ad ogni reset forzato del Bundle o ad ogni riavvio della macchina).

6) D: Qual'è la tua visione di un ecosistema basato sugli SpatialBundle?
R: Attualmente vedo molto pratica la coesistenza tra un catalogo basato su apt come i repository offerti dall'ambiente Debian ed un catalogo web e/o locale basato su SpatialBundle indicizzati da tracker & co.
Mi piacerebbe costruire una distribuzione minimale al massimo costituita da una base LSB + X + un DE ridotto all'osso per fornire il minimo di funzionalità tutto gestito da apt sul quale poi fornire un catalogo di applicazioni SpatialBundle.
In questo modo apt può concentrarsi esclusivamente sull'aggiornamento del sistema minimo che deve essere garantito dal vendor della distribuzione e poi multipli vendor in stile AppStore che forniscono SpatialBundle indipendenti.Tutto condito e gestito da firme digitali, certificati vari, e tutto quello che serve per garantirsi l'integrità e le veridicità della sorgente del catalogo, nonchè del canale trasmissivo.
In questo modo si possono separare e redistribuire anche le responsabilità del sistema di packaging delle user applications.Complessivamente immagino un aumento sicuro di entropia nell'ecosistema, ma anche una migliore selezione darwiniana nonchè fondamentale per il mio punto di vista, un sempre più decentralizzazione e quindi redistribuzione del potere.
Oggi una distribuzione Linux (esempio Fedora o Ubuntu) opera a tutti gli effetti pratici un controllo monopolistico ed assolutistico su tutta la fase del processo che va dalla generazione della distribuzione allo sfruttamento della stessa da parte degli utilizzatori finali.
Questo sistema ha grossi vantaggi, è sufficiente controllare la qualità del codice di NetBSD o PCBSD per capire che può funzionare ma paradossalmente può considerarsi molto più democratico un qualsiasi sistema operativo Windows!!! Che praticamente, anche se in modo controproducente, permette a tutti di costruire e distribuire software e di conseguenza anche distruggere tutto il sistema in una specie di grande eutanasia digitale.
Penso che un buon equilibrio tra un gestore centralizzato ed un sistema decentralizzato ma verificato può aiutare a creare vera innovazione nel mondo dei sistema operativi liberi.

7) D: Come si confronta complessivamente un file Klik con uno SpatialBundle?
R: Attualmente un file klik è solo un'ipotesi sul web che viene intermediata da uno script proxy locale che provvede a scaricarlo in modo pseudo trasparente e poi manipolarlo localmente.
Da questo punto di vista uno SpatialBundle è un vero file manipolabile e disponibile subito presso:
https://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=199098
come un elenco discreto di files nudo e crudo da scaricare.Quando è stato scaricato si osserva e manipola un file come succede da sempre su qualsiasi desktop.Niente di nascosto, un sempice file da scaricare e da cliccare.
Dal punto di vista del design uno SpatialBundle non deve chiedere mai la password di root se lo fà rifiutatevi ed eliminatelo subito.
Uno SpatialBundle è progettato nativamente per essere eseguito in modalità non amministrativa, questo per massimizzare la garanzia di integrità del sistema ospitante.
Nel design e nello spirito dello SpatialBundle la password di root è delegata alla sola amministrazione globale del computer.
Ritengo complessivamente l'accesso come root assolutamente deprecabile.
Dal punto di vista del design di uno SpatialBundle un pacchetto Klik è visto al pari di un virus o di un pacchetto deb ovvero può essere abilitato a manipolare anche lo spazio root.
Le implementazioni dei proxy Klik generalmente richiedono un accesso iniziale root per installare il client, questo punto di vista è deprecato dal design di uno SpatialBundle.
Uno SpatialBundle si scarica e si esegue, un Klik necessita di una preinstallazione di un componente di aiuto per manipolare un file klik.
Quando eseguo uno SpatialBundle come utente normale il 99,99999% dei casi ho la certezza fisica che il filesystem root non verrà mai e poi mai toccato.Questa garanzia non viene fornita dal sistema Klik e le azioni tendono a basarsi sulla fede (ma il client installato da root installa anche librerie non previste dal repository fornito dal distro vendor?)
Uno SpatialBundle non tenta di usare prima le librerie di sistema e poi eventualmente installare le proprie.In questo caso il pachettizzatore di uno SpatialBundle è responsabile in solido della qualità del pacchetto per le distribuzioni in suo target (teoricamente un pacchetto SpatialBundle può operare in modo trasparente su BSD, Linux e altri).
Sotto questo punto di vista uno SpatialBundle si comporta molto similmente ad un Universal Binary di OSX ovvero integra in seno la soluzione trasparente senza necessità ulteriori.
Uno SpatialBundle è progettato per funzionare sempre anche in assenza di rete, un file klik potrebbe non funzionare se deve risolvere le dipendenze.
Il design Klik favorisce il minimo sforzo allo sviluppatore (dipendenze risolte a runtime autoadattandosi in funzione delle valutazioni operate in loco dagli algoritmi di risoluzione, lo sviluppatore si solleva la responsabilità di eventuali fallimenti).
Il design SpatialBundle favorisce il minimo sforzo all'utilizzatore (dipendenze soddisfatte nativamente dallo sviluppatore responsabile che risponde in solido del fallimento).
Il parco software di SpatialBundle è ridicolo se confrontato con quello di Klik ma il compilatore/builder SpatialBuilder non è stato ancora rilasciato e quindi attualmente genero in prima persona pacchetti di KillerApp per testing.
Ogni SpatialBundle viene accompagnato da 4 file checksum di integrità (cksum, md5sum, sha1sum e sha512sum).A questo va aggiunto un autochecksum con sha512sum interno ogni volta che viene eseguito (se c'è stato code injection si blocca prima di eseguire il programma incorporato).Ogni binario e libreria del programma integrato viene accompagnato dal suo equivalente file sha512um.Ho previsto in futuro l'integrazione del controllo della firma digitale di autenticità della sorgente del deposito software ed altre amenità simili.

...to be continued

Firefox 3.2 (a1pre) passa ACID3 al 94%

[Italian]
$echo "Hello World!"
Hello World



Come quasi al solito potete scaricare Firefox 3.2 (ACID 3 test al 94%) qui:

https://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=199098&package_id=284482&release_id=663954


come al solito niente installazione (in questo caso è come sparare sulla croce rossa visto che mozilla è ultraportabile).

Insomma scaricate abilitate l'eseguibilità e cliccateci sopra...

Testato e funziona su Ubunterie varie (8.04 e 8.10), Debian 5, Acer Aspire One con Linpus (figuriamoci quindi con Ubuntu).

Troverete come al solito lo SpatialBundle ed il file sha512sum di check consistenza.

Per chi come me lavora con mesh, fem, fea, calcoli strutturali ed amenità varie tipo MSC Marc e compagnia bella allora potete trovare il pacchetto dell'ultimo Gmsh 2.3.0 ricompilato con ottimizzazioni (mini cad + mesh con pre e post processing) + Genius 1.0.5 che è una ambiente per calcoli stile matlab in miniatura (serve se siete stanchi di aprire ogni volta l'interprete python per svolgere complesse ed utilissime operazioni tipo 1/0).

Di seguito i riferimenti per scaricare

Gmsh 2.3.0

https://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=199098&package_id=311482

Genius 1.0.5

https://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=199098&package_id=309570


Per una panoramica completa dei pacchetti SpatialBundles:

https://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=199098

In cucina sto cuocendo: GanttProject a Freemind

"Feel Better" ;)

[English]

As almost always you can download Firefox 3.2 (ACID 3 tests at 94%) here:

https: //sourceforge.net/project/showfiles.php?=199098&group_id=284482&package_idrelease_id=663954

as usual no installation required due to the SpatialBundle nature.

So download and add exec bits then click on it ...

Tested, works on Ubuntu 8.04 and 8.10, Debian 5, Acer Aspire One with Linpus.

You will find as usual the SpatialBundle and sha512sum file consistency check.

For those who like me works with mesh, fem, fea, structural calculations and various amenities such MSC Marc then you can find a package of gmsh 2.3.0 recompiled with optimizations (mini cad + mesh with pre-and post-processing) + Genius 1.0.5 which is an environment for calculations closed to matlab (needed if you are tired of opening every time the python interpreter to perform complex operations and useful type 1 / 0).

Here's the references to downloads

Gmsh 2.3.0

https://sourceforge.net/project/showfiles.php?=199098&group_id=311482package_id

Genius 1.0.5

https://sourceforge.net/project/showfiles.php?=199098&group_id=309570package_id

For a complete package views:

https://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=199098

I'm cooking in the kitchen: FreeMind and GanttProject

stay tuned ;)

Pidgin 2.5.3 with Facebook for Ubuntu and Acer AspireOne




[ITALIAN]

(tomo tomo cacchio cacchio): regalino della befana

Pidgin 2.5.3 versione SpatialBundle0.9.38.4 aka 'Impavid Bacon' ;)

Just for you now sports new features:

- File md5 di consistenza lo trovate subito sotto nel link di download

- Facebook integrato nativamente (funziona è fico e finalmente non devo aprire più quella palla di pagina)

- Compatibile con Ubuntu 8.04, Ubuntu 8.10 e nientepopodimeno che Acer AspireOne con Linpus (uno SpatialBundle..è/sarà/chissà/sperem ovunque e per sempre)

Dovete sapere che Linpus non supporta xmessage nativo di X.org (grave per me) ciò mi ha costretto a cominciare a sviluppare la versione zenity based ed ora potete manipolare nell'AspireOne il menu contestuale dalla tray area via zenity...qualche piccola noia ma funziona..ci sto lavorando alacremente sopra..

Di seguito il link:

http://downloads.sourceforge.net/infodomestic/ioPidgin2.5.3-Ubuntu8.04_InfodomesticObjects0.9.38.4?use_mirror=switch

md5:

http://downloads.sourceforge.net/infodomestic/ioPidgin2.5.3-Ubuntu8.04_InfodomesticObjects0.9.38.4.md5?use_mirror=switch

Come semper voster:
1) Scaricare
2) Tasto destro - Proprietà - Aggiungere eseguibilità al file
3) Doppio click e parte direttamente

Nell'AspireOne dovete aprire il file manager ed andare nella cartella Scaricati/Downloads

A voi

"Feel Better"

[ENGLISH]

Pidgin 2.5.3 version SpatialBundle0.9.38.4 aka 'Impavid Bacon';)

Just for you now sports new features:

- File md5 consistency can be found just below the download link

- Facebook integrated natively

- 100% compatible with Ubuntu 8.04, Ubuntu 8.10 and derivatives, Linpus Acer AspireOne (a SpatialBundle .. is / will be / somewhere / anywhere, and hopefully forever...one day)

You must know that Linpus does not support natively xmessage of X.org (serious to me) that I was forced to start developing the zenity based and now you can manipulate the context menu from the tray area via zenity ... some little boring but it works. . I'm working hard on ..

Below is the link:

http://downloads.sourceforge.net/infodomestic/ioPidgin2.5.3-Ubuntu8.04_InfodomesticObjects0.9.38.4?use_mirror=switch

md5:

http://downloads.sourceforge.net/infodomestic/ioPidgin2.5.3-Ubuntu8.04_InfodomesticObjects0.9.38.4.md5?use_mirror=switch

As semper voster:
1) Download
2) Right click - Properties - Add to the file executability
3) Double click and you start directly

For AspireOne you've to open the file manager and go in the Downloads folder to find out what you've downloaded before with Firefox

Dedicated to you

"Feel Better"

Thinks that took me busy in my spare time

Thinks that took me busy in my spare time

Releasing SpatialBundle with my new 0.9.36 technology which embeds the new "Send to Bluetooth" item menu and a lot of fine tunings and fixings.
Packaged KDE 4.2, Songbird 1.0 and released on sourceforge.

Started to revamping the zynAddSubFX interface introducing colors and improving usability and interactions...

Following my screenshots:


ioSeq24 0.8.7 in SpatialBundle 0.9.33

[Italian]

Operazione "Feel Better" :)

Come sempre a voi un bel SpatialBundle fresco di giornata.
Oggi una dedica ai musicisti che hanno bisogno di un sequencer puro senza fronzoli.

Seq24 un ottimo prodotto che può pilotare multipatter in parallelo via canali MIDI dedicati.
Insomma il marakanà alla stato puro con una semplicità mostruosa..

Ora ancora più semplice perchè come al solito non richiede installazione grazie alla tecnologia SpatialBundle

Costruito per Ubuntu 8.04 e testato allegramente (ci ho suonato tutto questo w-e) su Ubuntustudio 8.04.1

l'ultima Seq24 0.8.7 in SpatialBundle 0.9.33

http://downloads.sourceforge.net/infodomestic/ioSeq24_0.8.7-Ubuntu8.04_InfodomesticObjects0.9.33

P.S. per i curiosi con seq24 ho pilotato un Mini Moog e due Jupiter 8 in parallelo e suonavano da dio!!

[English]

Operation Feel Better ":)

As always to you a nice fresh SpatialBundle.
Today a dedication to musicians who need a sequencer pure without frills.

Seq24 an excellent product that can drive multipatter in parallel via MIDI channels dedicated.
So the "marakanà" the pure simplicity with a monstrous ..

Now even easier because as usual does not require installation thanks to technology SpatialBundle

Built for Ubuntu 8.04 and tested merrily (I played there all this wee-end) on Ubuntustudio 8.04.1

Last Seq24 0.8.7 in SpatialBundle 0.9.33

http://downloads.sourceforge.net/infodomestic/ioSeq24_0.8.7-Ubuntu8.04_InfodomesticObjects0.9.33

P.S. for the curious with seq24 I have driven a Mini Moog and two Jupiter 8 in parallel and played by god!

Something that could really change thinks

After years of parsing of packaging systems, software distribution technologies, OSX Bundles, ROX AppDir, GoboLinux way to do thinks, Autopackage, Klik & Co, BSD Ports, PC BSD way to spread to the world catalog software, Java WebStart, NetBSD pkgsrc, ex Lindows ;) klik like catalog with browser integration to mimic dmg OSX management...and so on.. I made SpatialBundles.

Single file full application bundles that you can manage like any other file in an typical human object oriented way...move, remove, send without using any intermediate layer like gio/kio/gvfs & co just use the power of file system engine (the layer exported from the kernel and available in the same way to all).

I think the best way to feel what I mean is to test on the road software packaged with SpatialBundle technology.

here you can taste it:

http://downloads.infodomestic.com

Today the SpatialBundles are build with Ubuntu Linux but in future will be easy to build against any UNIX flavor like *BSD, OSX and Windows that support POSIX shell

To better feel the power of what I did just start to taste Winamp that represent more than one technologies glued together into a SpatialBundle.

SpatialBundle is made for generic human that does not like complexity.Think my little children or my grandmother, peoples that does know about computer but want just make few direct click to object oriented thinks.

The process to manage a SpatialBundle is reduced to:

1) Download from internet or receive it by mail or by USB key or by CDROM or what else you think it's better for you..
2) Add exec attribute on the file
3) Double click on it

Then you have your application running

No root password
No installation
No dependencies required other than provided by the standard Ubuntu (Operative system) first installation.

SpatialBundle now support freedesktop menu and hidden configuration and local files.
When you start a SpatialBundle an icon appear into desktop and into tray icon.
The icon tray let you access to a little menu to better manage the package (About,Open,Send,Reset) i.e. the Send item let you send your bundle via mail (in the future by bluetooth like you can find into generic mobile phone) or send to Desktop or a selected folder...

At this point of my development cycle I think that there is nothing equivalent to the world like SpatialBundles they seems to be really unique.
I know that there is a lot of very closed technologies around here but nothing so extreme closed to an file/objects without any dependencies other that POSIX shell.

SpatialBundle are self protected against code injection so it's up to the distribution to provide catalog based key signed.
If code injection was made, SpatialBundle does not start at all.

The portability of a SpatialBundle is granted by using the most portable and available language that is POSIX shell.No Perl, no Python, no Ruby no other dependencies in term of language other than posix shell.
This help me to think in term of easy migration through OSs like OSX, BSD and finally Windows (why not!!).

Today I'm fine tuning the builder before release as GPL source code but you can freely use the SpatialBundle I already made now.

Hope this will help you to thread better your life

ioWinamp 5.54 Infodomestic Objects 0.9.30.9

Operazione "Feel Better" ;)

per i nostalgici
per chi non sa cos'è
per chi vuole provare
per chi ne ha bisogno
per chi non ne può fare a meno
per chi non passa a Linux perchè esiste esclusivamente per Windows
per tutto il resto del mondo...

ioWinamp5.54 SpatialBundle per Ubuntu 8.04 Hardy Heron

Screenshot e Download qui:

http://releasesinfodomestic.blogspot.com/

come al solito
1) scarica
2) aggiungi attributo eseguibile al file
3) doppio click sul file
4) Godi!

Nuovi SpatialBundle in versione 0.9.30.9 "Feel Better"

Riporto direttamente l'annuncio svolto nella messagebox di Pollycoke.net:

Operazione ”Feel Better” :)

Ho rilasciato ulteriori SpatialBundles e qui nella penombra li annuncio in anteprima in onor del nostro PollyCoke:

DIA 0.96.1
ioDia0.96.1
http://downloads.sourceforge.net/infodomestic/ioDia0.96.1-Ubuntu8.04_InfodomesticObjects0.9.30.9?use_mirror=osdn

Notepad++ 5.0.2 per Linux (si avete sentito bene)
ioNotepad++5.0.2
http://downloads.sourceforge.net/infodomestic/ioNotepad%2B%2B5.0.2-Ubuntu8.04_InfodomesticObjects0.9.30.9?use_mirror=osdn

RealPlayer 11 GOLD
ioRealPlayer11GOLD
http://downloads.sourceforge.net/infodomestic/ioRealPlayer11GOLD-Ubuntu8.04_InfodomesticObjects0.9.30.9?use_mirror=osdn

e con questo mi gioco il post che forse va tutto a spam…

Come al solito
1) Scarica
2) aggiungi attributo eseguibile o da terminale chmod +x NOMEFILE
3) Doppio click sul file
4) Godi e sentiti meglio…piu leggero, piu vuoto, inspira ed espira…

:)

Luca


Aggiungo che presso:

http://infodomestic.wiki.sourceforge.net/page/edit/0.9.30.9

C'è il changelog della versione 0.9.30.9 e che da oggi in poi riporterò li le versioni.
Ho deciso che per ora wikispaces su sourceforge mi fa decisamente comodo.
Specifico che Notepad++ che ha vinto anche il Source Forge Awards 2008 è la versione Windows originale ma fatta girare sotto Linux ...I feeel Gooood!

Compri un cellulare? Attento alle radiazioni..

[copia ed incolla da Radiogiornale, l'organo ufficiale dei radioamatori d'italia]

Tra i criteri di scelta dei modelli va valutato anche il livello di emissioni. Certificato da una tabella

Quando si acquista un cellulare bisognerebbe buttare un occhio anche a un valore che ne indica la emissioni chiamato, italianizzando un po' la definizione, rateo di assorbimento specifico. Secondo il Cellular Telecommunications Industry Association (CTIA), lo specific absorption rate, il cui acronimo è SAR, indica la quantità di emissioni elettromagnetiche dei cellulari assorbite dal corpo umano.

I VALORI DI RIFERIMENTO - La Sar viene sempre espressa in Watt per chilogrammo e la soglia massima di radiazioni varia da Paese a Paese. In Europa è di 2 Watt/Kg, negli Stati Uniti è di 1,6 Watt/Kg. Più basso è il valore SAR, minore è la radiazione assorbita dal corpo. La webzine Cnet propone una tabella ragionata dei vari valori per modello e marca, arrivando alla conclusione che non ci sono marchi buoni o cattivi, ma semplicemente modelli attenti a questo aspetto non meno importante del prezzo o delle performance, anche se ancora gli studi non hanno dimostrato verità assolute sulla

I DIECI MIGLIORI E PEGGIORI – Nella tabella di Cnet tra i 10 cellulari con livelli di Sar più alti troviamo sei modelli Motorola (che risulta indubbiamente un marchio poco attento), il RIM BlackBerry Curve 8330, il Samsung SGH-C417. Tra i dieci modelli meno «pericolosi», c'è invece l'LG Chocolate KG800, due Motorola Razr, ben tre modelli Nokia e Samsung. L'iPhone è grosso modo a metà. La classifica è comunque indicativa, poiché il numero di radiazioni assorbite varia anche a seconda del soggetto che ne fa uso. In tutti i casi il valore Sar è un aspetto da non trascurare. Ed è bene sapere che nelle istruzioni per l'uso deve essere sempre specificato e, qualora non lo sia perché si tratta di un modello vecchio, si può farne richiesta al produttore.

Secondo i ricarcatori passiamo troppo tempo parlando al telefonino
La prima regola, condivisa da tutti: "Niente apparecchio ai bambini"

"E adesso spegnete il cellulare"

L'appello di un pool di scienziati

PARIGI - Primo, siate brevi: non prolungate le conversazioni al cellulare, i possibili rischi sono proporzionati alla durata delle chiamate. Secondo, siate sintetici: usate gli sms o la email, diminuisce così l'impatto elettromagnetico. Terzo, non abbiate fretta: quando si tratta di comunicazioni professionali, amorose o comunque lunghe, prendete un momento per fermarvi a parlare da un telefono fisso. Quarto, siate prudenti: tranne che in casi urgenti, non date mai un cellulare a un bambino sotto ai 12 anni, gli organi in via di sviluppo sono quelli più sensibili alle onde elettromagnetiche.

Sono alcune delle regole contenute nel nuovo "codice di condotta" pubblicato ieri da una ventina di scienziati internazionali specializzati nella lotta ai tumori, tra cui l'italiano Franco Berrino e il popolare autore francese del bestseller "Guarire", David Servan-Schreiber. Un appello che non vuole essere un allarme. "Siamo in un momento in cui la ricerca dibatte ancora sui rischi del cellulare" spiega Henri Pujol, presidente della Lega contro i tumori. "Proprio per questo bisogna essere prudenti". Non ci sono prove certe della tossicità dei cellulari, ma quasi tutti gli studi confermano che un'esposizione prolungata favorisce la comparsa di "glioma", ovvero tumori del tessuto del sistema nervoso centrale. I ricercatori però si dividono sull'incidenza di questo rischio: c'è chi lo considera "basso" e chi addirittura pronostica un raddoppiamento dei tumori.

Certi punti di questo nuovo vademecum sembrano di difficile applicazione, come tenere sempre il cellulare a oltre un metro di distanza dal corpo (perché così l'impatto elettromagnetico diminuisce di cinquanta volte). La raccomandazione sui bambini forse è arrivata già troppo tardi: un bambino su cinque possiede il cellulare alle medie e quattro su cinque al liceo. Altri consigli sono facili da seguire: per esempio, verificare prima di comprare un apparecchio il codice Sar (Specific Absorption Rate) che misura l'assorbimento delle onde da parte del corpo. Minore è il Sar meno, in teoria, ci sono rischi. Altre regole, ancora, suggeriscono una piccola rivoluzione di vita e comportamento: chiamate brevi, niente telefono in treno o in macchina. "Non si tratta di demonizzare il cellulare. Nessuno di noi, tra l'altro, ci ha rinunciato" premette Servan-Schreiber, psichiatra all'università di Pittsburgh.

Paradossalmente, l'unica cosa certa è che c'è incertezza sulla tossicità dei cellulari. Poche assicurazioni oggi coprono il rischio da onde elettromagnetiche e molti fondi d'investimento hanno richiesto maggiori informazioni sanitarie per misurare l'affidabilità delle società di telecomunicazioni quotate in Borsa. "Il nostro appello - spiega Thierry Bouillet, oncologo all'ospedale Avicenne di Bobigny - si rivolge ai produttori: avrebbero tutto l'interesse a limitare gli eccessi da telefonino".

Un invito rivolto anche ai governi e ai ministeri della Salute, "troppo spesso conniventi con le lobby dell'industria" scrivono gli scienziati. "Oggi viviamo una situazione simile a quella di cinquant'anni fa, con l'amianto e il tabacco" conclude il documento. Meglio dunque adottare piccoli accorgimenti, sapendo che un rischio per la salute c'è. Se piccolo o grande si scoprirà in futuro.

PERCHÉ INTERPHONE NON E' ANCORA STATO RESO PUBBLICO?

Il più importante studio sui rischi

del telefonino continua a ritardare

I dati emersi rimangono misteriosamente in attesa di pubblicazione

Le informazioni contenute nello studio Interphone – un progetto internazionale da 15 milioni di euro coordinato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) per identificare possibili relazioni tra tumori di testa e collo e utilizzo dei telefoni cellulari – avrebbero dovuto essere rese pubbliche più o meno tre anni fa, ma i ricercatori coinvolti nel progetto continuano a tergiversare e non si decidono a rivelare i risultati della ricerca. Come mai?

SOSPETTI – Secondo indiscrezioni, il motivo di tale ritardo risiederebbe nel fatto che le informazioni raccolte negli ultimi 10 anni nei 13 Paesi interessati dall'indagine confermerebbero la pericolosità del dispositivo portatile più popolare del mondo. Ma la spiegazione ufficiale di tale ritardo è un'altra. A quanto pare, infatti, gli scienziati sono divisi: stanno discutendo dell'attendibilità dei dati forniti dai pazienti e non riescono ad accordarsi sull'interpretazione degli stessi in rapporto alle emissioni elettromagnetiche. Come ha spiegato l'oncologo svedese Lennart Hardell, la «memoria fallibile» di chi è malato di tumore al cervello è il motivo principe del disaccordo tra gli specialisti: secondo alcuni, le informazioni fornite dai pazienti che hanno partecipato alla ricerca potrebbero non essere attendibili, e questo vizierebbe di fatto i risultati del rapporto Interphone. Quindi pubblicare i dati così come sono «non sarebbe onesto nei confronti dei consumatori: lo studio è stato pagato con soldi pubblici e gli scienziati hanno una responsabilità», ha sottolineato Hardell.

PUBBLICAZIONI E CAUTELA – Tuttavia, alcune delle nazioni coinvolte nel progetto hanno già pubblicato parte dei risultati, rivelando dati poco rassicuranti. Come per esempio che il rischio di ammalarsi di tumore è più elevato per i cosiddetti heavy users, ossia coloro che hanno utilizzato il cellulare sempre dallo stesso lato della testa per un periodo di tempo superiore ai 10 anni, Ma la World Health Organization la Commissione europea hanno provveduto ad avvertire che fino a quando lo studio Interphone non sarà ufficialmente reso pubblico, qualsiasi conclusione sui rischi derivanti dall'uso del telefonino non potrà essere considerata attendibile. E a quanti seguitano a chiedere quando saranno finalmente diffusi i dati di Interphone, i responsabili rifilano sempre la solita risposta standard: «Se tutto va bene, presto».

Nuovi SpatialBundles disponibili in Download

Ho inserito il seguente avviso nella MessageBox di pollycoke.net

Sono disponibili SpatialBundles freschi freschi:

ioOpenOffice3beta m17
ioOpera9.50.2042
ioFileZilla 3.0.10
ioFlock1.2.1
ioGthumb2.10.6
ioNautilusMultiviewJM (con le tab)
ioZim0.25

http://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=199098

Costruiti su Ubuntu Hardy 8.04 come al solito non richiede installazione o password di root, ma semplicemente scaricate ed eseguito dal desktop dopo avergli aggiunto l'attributo di eseguibilità con il tasto destro sul file -> proprietà -> permessi oppure direttamente da terminale con il seguente comando:
$chmod +x ioPROGRAMMA

Nel link di download troverete anche:
ioGnomeCommander1.2.6
ioEvince2.22.2
ioFileRoller2.22.3
ioGedit2.22.1
ioGftp2.0.18 (con le iconcine personalizzate)

Tutto questo ioQUALCHECOSA è dovuto ad una forzatura mia per distinguere in modo netto rispetto alle versioni originali rilasciate dai rispettivi maintainers/distributori 
"io" sta per Infodomestic Objects ed è agganciato in modalita CaMel style.

Spero che possa fare cosa gradita :)

Istruzioni indolori per usare NautilusMultiview (Jared Moore) cone le tab:

Copiate lo SpatialBundle nella vostra cartella personale (evitate il desktop)

Aggiungete al pannello l'applet: Esegui applicazione...

Cliccate su: Sistema->Preferenze->Sessioni

Cliccate sul tab: Sessione corrente

selezionate la voce: nautilus --sm-config-prefix BLAHBLAHBLABH

cliccate su: Rimuovi

cliccate su: Applica

Non vi preoccupate di quello che osservate ovvero sparisce momentaneamente nautilus (niente di grave tra poco riappare e nella peggiore delle ipotesi un logout e login lo riavvia)

Tornate ora sull'applet Esegui applicazione... nel pannello e cliccate

Clicca su: Esegui con file...

vi si apre il selettore dei file

cercate nella vostra cartella personale lo SpatialBundle ioNautilusMultiviewJM2006.06.06_InfodomesticObjects0.9.29.2

(siete liberi di rinominarlo come volete)

Ora cliccate su: Esegui

Da questo momento in poi riparte Nautilus nuovo con le tabs abilitate...godete e replicatevi

[The Road To...] Lunedi 28 Aprile 2008 03:34 A.M.



Questo fine settimana lungo l'ho dedicato principalente a due attività:
1) Km e Km di mountain bike qui intorno i castelli romani
2) Avanzamento dei lavori sui SpatialBundles con finalmente la versione 0.9.x dalla quale si atterra direttamente alla 1.0 usando la numerazione di wine ovvero 0.9.x con x intero senza limiti mentre prima x era intero massimo 9 dopodiche si avanzava alla versione successiva.
Attualmente sto debuggando la versione 0.9.9 in quanto per qualche malinteso non si avvia più l'applicazione incorporata dalla tray.
Il problema è legato all'unset di alcune variabili di ambiente.
Ne approfitto per lavorare sul pacchetto ioAmuleAdunanzaFlamingo1.2 la quale versione funziona trasparentemente su Ubuntu Gutsy Gibbon 7.10, Ubuntu Hardy Heron 8.04 e Debian Lenny, mi ero ripromesso di lavorare anche sulla Xandros versione eeePC e lo faccio appena ho tempo di settare una chroot dedicata.
Il settaggio di una chroot Xandros verrà prodotta in questo modo:
• Memoria USB da 8GB (SD HC con adatttore USB)
• Installazione da DVD sulla memoria SD via USB
• Copia immagine dell'installazione su disco rigido
• Esecuzione di uno script che automaticamente monta l'immagine rw in loopback binding di /dev /proc nell'immagine montata e poi chroot.
In questo modo cerco di massimizzare la trasportabilità del chroot tra macchine differenti in quanto manipolo un singolo file (due con lo script di inizializzazione), controllo dello spazio occupato in quanto una volta saturata l'immagine disco ho una barriera per non saturare inconsapevolmente il disco che lo ospita (problema che mi si ripresenta spesso agendo indiscriminatamente con apt-get install o apt-get build-dep nelle chroot).

SpatialFactory0.9.9 presenta ora un codice nettamente ripulito.
Ora è possibile passare i classici parametri a linea di comando che questi verranno trasparentemente passati al binario dell'applicazione ospite.
passando l'opzione --help risponde l'help del Bundle se si passa l'opzione --help-all risponde l'help degli eseguibili binari
A titolo di esempio:

ioAmuleAdunanzaFlamingo1.2-WxGTK2.8.7-Ubuntu7.10 --help
########################################################################################
## Infodomestic Objects http://www.infodomestic.com/ forge.objects@infodomestic.com ########################################################################################
## Luca Cappelletti (C) 1995 - 2008 Released under GNU/GPL (www.gnu.org) #
## luca dot cappelletti at gmail dot com
##########################################################################
Usage: ioAmuleAdunanzaFlamingo1.2-WxGTK2.8.7-Ubuntu7.10 [OPTION]...

Defaults for the options are specified in brackets.

Configuration:
-h, --help display this help and exit
-hh, --help-all display all options you can pass directly to the binary
-r, --reset, --restart reset and restart the main application program
-f, --free free the cache and clean the memory stopping running processes

Mentre se passo il parametro --help-all (funziona solo con lo SpatialBundle in cache e quindi dopo averlo eseguito la prima volta) ritorna:

amule --help:
Usage: amule [-v] [-h] [-i] [-geometry ] [-d] [-o] [-r]
-v, --version Displays the current version number.
-h, --help Displays this information.
-i, --enable-stdin Does not disable stdin.
-geometry: Sets the geometry of the app.
uses the same format as standard X11 apps:
[=][{xX}][{+-}{+-}]
-d, --disable-fatal Does not handle fatal exception.
-o, --log-stdout Print log messages to stdout.
-r, --reset-config Resets config to default values.

ed2k --help:
aMule ED2k link parser v1.1.1

Usage:
--help Prints this help.
--version Displays version info.

ed2k://|file| Causes the file to be queued for download.
ed2k://|server| Causes the server to be listed or updated.
ed2k://|serverlist| Causes aMule to update the current serverlist.

Come vedete in sequenza elenca diligentemente gli help dei singoli binari con bit eseguibile prensenti nell'applicazione incorporata.
E' un processo creato automaticamente durante il build del bundle.

Qualsiasi parametro non contemplato nell'elenco dei vari help standard verrà passato direttamente al binario principale dell'applicazione (in questo caso 'amule')
Per evitare errori inaspettati è sempre meglio passare i parametri tra virgolette "" in questo modo anche errori di parsing del codice possono essere raggirati.
E' mia intenzione fare in modo che l'utilizzatore abbia carta bianca nel passare parametri arbitrari ai multipli binari eseguibili presenti nell'eventuale applicazione ospite (ad esempio aMule ha due binari uno è 'amule' l'altro è 'ed2k'), penso ad applicazioni del calibro di KOffice dove la cartella degli eseguibili presenta tutti i binari di applicazioni variegate come KWord KChart i quali meritano un eventuale trattamento dedicato.

Ho cambiato il tema per le applicazioni GTK vestendo ora Murrine che fortunatamente è anche standard in Ubuntu 8.04. La versione del tema è la compact che riduce lo spreco dello spazio del monitor cosi da massimizzare l'usabilità nei sistemi UMPC tipo eeePC con schermo max 10 pollici a 1024x768.

Dal punto di vista dello sviluppatore ora lo SpatialBuilder 0.9.9 capisce se si sta lavorando in un terminale/screen o dal desktop e si comporta di conseguenza per il feedback.
Nel secondo caso fornisce il feedback da una console xterm che verrà automaticamente chiusa al termine del build.Dopo questa fase viene eseguito il file manager del sistema host per puntare al pacchetto costruito.E' in grado di manovrare GNOME Nautilus, KDE Konqueror, KDE Dolphin, ROX Filer, XFCE Thunar, nel caso usa come fault-back una session xterm puntata alla cartella di build dalla quale è possibile operare il test o le classiche manipolazioni sui file.
Essendo il build basato su servo-terminale è possibile costruirci intorno sistemi automatizzati per build multipli.

Arrivare alla 1.0 significa fornire agli sviluppatori, manutentori, packagers uno strumento integrato semplice che permette, basandosi su elementari poche regole, di costruire uno SpatialBundle da poter distribuire a tutti liberando l'utilizzatore finale dall'egemonia centralista dei package manager catalog based di qualsiasi titolo (esempio: apt,rpm,yum.PackageKit,pkgsrc, etc. etc.).
Con gli SpatialBundle finalmente il catalogo sarà solo un servizio a valore aggiunto e non una necessità intrinseca alla struttura come lo è oggi (usare i deb al di fuori della gestione di apt è da folli).
SpatialBundle si vuol inserire senza sostituire ma integrandosi nell'ecosistema della distribuzione del software e più in generale di dati a qualsiasi titolo (anche fosse un semplice film).
In futuro sarà possibile ad esempio distribuire un film incorporato in uno SpatialBundle con un player dedicato e fare in modo ad esempio che sia visualizzabile anche su macchine che non possono avere installato un player per motivi di licenza o altro.
L'utilizzatore in questo caso si limita a ricevere il file e cliccarci sopra ed il film viene eseguito in visione.
Sono le 4.50 direi che posso andare a sdraiarmi che alle 6.45 mi devo preparare per andare al lavoro...
Chiudo la sessione "Macinacodice" aperta giovedi sera...
per ora è tutto a presto :)
Luca Cappelletti
http://developer.infodomestic.com
luca dot cappelletti at gmail dot com (Mail, GTalk e MSN)
luca dot cappelletti (Skype quando mi ricordo di accenderlo)

[The Road To...] Domenica 9 Marzo 2008

Questi due giorni li ho passati nello sviluppo della versione 0.8.9.2 dello SpatialBuilder che è la tecnologia integrata in uno SpatialFactory produttore di uno SpatialBundle che contiene un CrossBundle.

Nella considerazione di funzionamento multipiattaforma ho dovuto rivedere l'utilizzo della progress bar di zenity nei nuovi termini multipiattaforma e quindi cominciare ad integrare le widgets di dialog, la quale progress bar viene definita "gauge".

Le widgets dialog non sono installate di default su tutti i sistemi ed in particolare non lo è in Ubuntu Linux Hardy Heron 8.04 e quindi il suo utilizzo è delegato alla presenza di un precompilato embedded come payload

Il problema del precompilato è la necessità di fornire un binario per piattaforma rompendo cosi la premessa di trasparente multipiattaforma dello SpatialBundle che è basato, per ora, sullo scripting shell POSIX con qualche richiamo specializzato a bash (DEPRECATED da risolvere).
Il binario multipiattaforma in oggetto è relativo solo alla tecnologia di building per sviluppatori SpatialBuilder quindi comunque rivolto ad un bacino di utenza più specializzata e tollerante agli attriti cognitivi o eventuali fine tuning forzati.
Il costo di manutenzione di sviluppo multipiattaforma di dialog, se confrontato a quello attuale del solo SpatialBuilder, è alto, in quanto il suo sviluppo richiede una compilazione completa per piattaforma cosa che non avviene con bash (il quale richiede solo fine tuning sulla piattaforma testata).
L'utilizzo dei servizi dell'host è fortemente promosso (zenity,kdialog).
Dialog deve rappresentare, lì dove è necessario e possibile, un fault back di emergenza.

Vote my Idea to improve login manager capabilities





Please vote my Idea :)

"Auth against any of the OpenID/Yahoo/Google/Facebook/Twitter/Meemi... into your local login manager (when network is available otherwise use the classical mapped local login user). "

Click and vote

free SOM

E' quasi arrivato il momento di aprire una bella petizione online per chiedere l'apertura con licenza open source del SOM di OS/2 di IBM.
Ci ritroveremo cosi a programmare un'applicazione per SOM e visualizzarla nativamente in KDE o GNOME...

SOM (System Object Model) is a library packaging technology that enableslanguages to share class libraries regardless of the language they werewritten in. This ability to share class libraries between various objectoriented languages solves many interoperability and re-use problems betweenobject oriented and non object oriented languages as well.

Key characteristics of SOM in support of these key commercial requirementsinclude:

- the ability to create portable shrink wrapped binaries

- the ability to create class libraries in one language that can beaccessed and used by other languages

- the ability to subclass from binaries even if they were written ina different language

- the ability to add new methods and relocate existing methods withoutre-compilation of the application

- the ability to insert new classes into the inheritance hierarchy withoutrecompiling the application.

SOM provides an object model distinct from those contained in objectoriented programming languages yet does not interfere with the use of thosemodels in the same application that is using SOM. In addition, SOM canbe used with procedural programming languages thus providing an objectmodel for those languages that do not have one.

SOM consists of an Interface Definition Language (with an accompanyingcompiler), a run-time environment with procedure calls, and a set of enablingframeworks.

SOM is an IBM technology that is being licensed to other companies inanticipation of extending its benefits to heterogeneous environments. Inaddition, a number of language vendors are working on providing nativeSOM capability for their compilers.

Un approfondimento su ninux.org per una rete libera

Ogni giorno mi confronto con i colleghi ed amici che non sanno nulla di reti libere, di possibilita tecnologiche per liberarsi, e di concetti stessi di liberta (è assurdo ma è la realtà misurata di ogni giorno).
Cio che noi diamo per scontato non lo è affatto per queste normalissime persone (normali dal punto di vista della conoscenza delle tecnologie sociali moderne che rendono sempre piu possibili la vera democratizzazione dei popoli).
Io li osservo come fossero anestetizzati.
Dobbiamo prendere in considerazione la lingua che parlano queste persone e con questa aprire un canale di connessione. per poter cominciare a comunicare con loro.
A me verrebbe di pensare alla costruzione di un manifesto da pubblicare, un manifesto cosi come lo è la licenza GPL o the Jargon File a titolo di esempio.
Una sorta di contratto che guarda solo l'aspetto umanitario ed implementativo della questione.Un aspetto che si eleva e si distanzia da qualsiasi posizione religiosa, politica, o di appartenenza se non alla pura liberta.
Niente politica nel senso volgare cosi inteso mediamente in questo paese.
Niente terminologie di massa e speculazione verbale.
Dovremmo presentarci come un sistema associativo (vedi ad esempio ONLUS) che vuole mirare esclusivamente ad un'implementazione tecnico/sociale per fornire una struttura di riferimento sulla quale, liberamente, la popolazione puo aggiungersi per "prendere e dare".
Con l'essere quindi "di utilità sociale", sfruttare la legge a proprio favore, dimostrando ancora che con la democrazia si costruisce la democrazia.
Dovremmo prendere esempio dalle realtà sociali virali che sono nate grazie alla rete.
FON è un esempio notevole, ma anche i modelli di sviluppo e pervasività si Seattle Wireless per non parlare delle metodologie delle reti peer2peer e chissa quanto altro...
E perche no un giorno FreeNet su mesh Ninux con routing Netsukuku ;)

SpatialBundles piccola presentazione presso pollycoke.net

In seguito al presente articolo su http://pollycoke.net
lavorando su un progetto analogo mi sono sentito di intervenire con un post per esplicitare meglio il mio lavoro:

Buongiorno a tutti,

vorrei portare alla vostra attenzione un progetto tutto italiano che sto sviluppando con certosina pazienza che cerca di risolvere una buona parte dei problemi introdotti da tutti i sistemi in Bundle oggi esistenti.

Alcuni riferimenti diretti qui:

http://developer.infodomestic.com
https://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=199098

Di seguito lo skeleton che sto usando per la costruizione del Bundle:

http://it.wikipedia.org/wiki/SpatialBundles

in particolare uno scambio di punti di vista con Alexander Larsson

http://lists.freedesktop.org/archives/xdg/2007-September/008812.html

In poche parole uno SpatialBundle è un Bundle semicompleto che vive in un file e necessita quasi esclusivamente per funzionare della shell POSIX (ora bash ma poi dash compatibile) e di xmessage per alcune interazioni.
Ad oggi lo sviluppo avviene tramite Ubuntu quindi sfrutto anche una componente di zenity e della system tray per migliorare l'esperienza di ritorno con l'utente, ma ho intenzione di rendermi indipendente anche da loro.

Alcune differenze dagli altri sistemi ormai noti come glik klik AppDir & co sono:

Vive in un file ed in quanto tale è manipolabile come un file.
Non necessita di istallazione 1 programma = 1 file = 1 click per eseguirlo (a meno del doppio clik)
Non necessita di infrastrutture esotiche tipo FUSE
Non necessita di accesso root
Non necessita di preinstallazione di programmi proxy tipo klik
Si comporta come un eseguibile al pari di glick ma con qualche riserva in quanto è un file shell con il payload incorporato (usa il codice di makeself/loki)
Lavora in ambiente di memoria protetto e non permette il code injection in quanto ogni esecuzione del bundle ha un controllo checksum e crc di consistenza.
Non usa file immegine cramfs o altro.
Non sporca il file fstab
La sua architettura interna è 100% ROX Application Directory (ho inserito anche il proxy standard AppDir) compatibile e presenta una compatibilità in via di miglioramento con le Application Bundle di OSX/NEXTSTEP.
In particolare se con il ROX filer si visita la cartella Programs che contiene la cache dello SpatialBundle è possibile vedere direttamente un'icona in stile ROX ed avviare dalla cache l'applicazione (operazione non necessaria).

L'esecuzione del Bundle produce un menu contestuale presente nella tray per il controllo primordiale del Bundle stesso compresa la rimozione della cache (che viene comunque rimossa ad ogni riavvio del computer).
E' progettato per venire incontro alle esigenze della "Nonna".
Soffre di alcune latenze al primo avvio che sono funzione dell'espansione del file nella cache.
Sto progettando un metodo statistico che cone le dovute premesse conservative migra la cache da disco a ram pura per velocizzare l'avvio di applicazioni pesanti (ad esempio OpenOffice).

Vorrebbe essere multipiattaforma attaversando GNU/Linux - BSD - OSX - Windows (ovvero li dove è possibile installare una shell standard POSIX o al limite bash).

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